Qualità della vita

Vita

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Radicali Liberi

In condizioni fisiologiche normali vi è uno stato di equilibrio tra la produzione endogena di radicali liberi e la loro neutralizzazione da parte dei meccanismi antiossidanti dell’organismo.
Quando invece prevale la produzione di radicali, si viene a determinare un danno che a lungo andare procura una progressiva usura di corpo e mente.
Numerosi studi sperimentali (per esempio quello condotto sul moscerino della frutta) hanno dimostrato una correlazione tra produzione di radicali liberi e durata della vita. È ormai certo che molte malattie comuni e dovute all’invecchiamento, quali arteriosclerosi, cataratta, morbo di Alzheimer, morbo di Parkinson, si associano ad una prevalenza dei sistemi ossidativi su quelli antiossidanti di difesa.

Cosa sono i radicali liberi?

Sono molecole (gruppi di atomi legati tra loro) instabili, cioè molecole cui “manca qualcosa”, pronte a reagire con altre molecole, in quanto hanno un elettrone disponibile (“spaiato”).

Nell’organismo umano i radicali liberi reagiscono con qualsiasi struttura molecolare che incontrano.

I radicali liberi si formano all’interno delle nostre cellule (nei mitocondri), dove l’ossigeno viene utilizzato per produrre energia.
Non tutto l’ossigeno viene consumato ma in parte va a formare queste molecole che contengono uno o più atomi di ossigeno.
Se i radicali liberi non vengono inattivati possono aggravare molti processi.

L’ossidazione all’interno delle nostre cellule è la stessa reazione chimica che fa scurire una mela tagliata o fa arrugginire un chiodo : ogni volta che respiriamo, l’ossigeno che mettiamo in circolo entra a far parte dei processi di ossidazione che si svolgono in tutte le cellule del nostro corpo.
Da questa ossidazione (ma anche dal fumo, dall’inquinamento, dall’alcol in eccesso, dalle radiazioni, etc.) nascono pure i radicali liberi, molecole che perdono un elettrone.
Questi radicali “liberi” appunto cercano di tornare in equilibrio rubando elettroni alle altre cellule e possono danneggiarle in vari modi, come ad esempio iniziando un tumore.

Ecco che gli antiossidanti combattono il rischio con un meccanismo semplicissimo : cedono ai radicali liberi l’elettrone che a loro manca e quindi “disinnescano la miccia”.

Alcuni tipi di radicali liberi sono

  • ANIONE SUPEROSSIDO O2-
  • IDROSSILE OH-
  • OSSIDO NITRICO NO-
  • DIOSSIDO DI AZOTO NO2-
  • PEROSSIDO LOO-
  • OSSIGENO SINGOLETTO O2+
  • Altri radicali liberi sono O+ e H-.

Il radicale libero prodotto in maggiore quantità è l ‘anione superossido 02-. Esso reagisce con il perossido di idrogeno H2O2 e forma il pericoloso e potente radicale ossidrile OH- più potente di O2-.

Agenti che provocano formazione di radicali liberi sono

  • l’infiammazione
  • il fumo di sigaretta (molto dannoso, il tabacco è una potente tossina)
  • il sole (le radiazioni ultraviolette in genere)
  • lo stress
  • elevato consumo di alcool
  • esposizione ad ambienti inquinati
  • l’attività fisica intensa
  • una dieta eccessivamente ricca di proteine e di grassi animali
  • trattamenti a base di farmaci (soprattutto cortisonici che provocano un abuso di glucosio nelle cellule che non riescono più a smaltirlo).

O2+ si forma per l’esposizione prolungata ai raggi ultravioletti (Sole), provocando non solo danni sulla pelle.

Un eccesso di radicali liberi può rendere incontrollabile una malattia autoimmune.

I radicali liberi entrano in gioco costantemente, quando ad esempio camminiamo.
Nell’attività fisica intensa aumentano di circa 50 volte!
Essi vengono tamponati efficacemente quando si è giovani ma con in tempo l’azione di eliminazione dei radicali liberi si fa meno efficace.
Quando prevale la produzione di radicali si viene a determinare un danno, definito stress ossidativo.

Una delle cause dell’invecchiamento è proprio lo stress ossidativo.
In pratica, un organismo “stressato” non riesce a neutralizzare l’eccessivo livello di radicali liberi endogeni ed è così intossicato da queste sostanze che causano un enorme danno a diversi settori del corpo umano. Così, queste sostanze altamente reattive sono libere di attaccare e danneggiare irreversibilmente le nostre cellule.

Gli effetti?

Un’accelerazione del fisiologico processo di invecchiamento e una lista di almeno 50 malattie, che si allunga di giorno in giorno.

Lo stress ossidativo fa impazzire il nostro orologio biologico.
Si può analizzare, permettendo di valutare il reale stato delle nostre difese fisiologiche e di segnalare, in modo precoce, squilibri e tendenze verso gli stati patologici.

Viene favorito da numerosi fattori. Tra i più comuni : fattori chimici (tutti i farmaci di sintesi chimica, le droghe, il fumo, l’alcool e tutte le sostanze inquinanti), fattori fisici (radiazioni da bassa frequenza, rumore, radiazioni ultraviolette e ionizzanti, campi elettromagnetici, radio frequenze, microonde), fattori biologici (vaccini, parassitosi, malattie infettive), fattori mentali (depressione, attacchi di panico, ansia, stress continuo), fattori nutrizionali (disturbi alimentari, errata alimentazione).

In caso di stress ossidativo si possono osservare precocemente : riduzione della memoria, riduzione della concentrazione, disturbi del sonno, diminuite capacità sessuali, capelli bianchi, calvizie, comparsa di rughe e macchie sulla pelle, diminuzione della massa muscolare ed aumento della massa grassa, riduzione della difesa immunitaria, aumento del rischio cardio vascolare, diminuzione di energia, stress con ansia e depressione.

Con l’analisi dello stress ossidativo si misurano, nel sangue (plasma, eritrociti e linfociti), i livelli di: sostanze antiossidanti che interrompono la catena di reazioni dovute ai radicali liberi; enzimi antiossidanti che distruggono direttamente i radicali liberi;  acidi grassi polinsaturi, che sono componenti essenziali per la costruzione delle membrane biologiche e quindi di importanza vitale per la salute cellulare.

I radicali liberi “vivono” in genere una frazione di tempo piccolissima, qualche millesimo di miliardesimo di secondo, giusto il tempo per far danni! Ciò li rende difficilmente rilevabili con le usuali metodiche.

Qualche anno fa tuttavia il chimico Mauro Carratelli mise a punto un test in grado di valutare il livello ematico di radicali liberi attraverso la misura della capacità ossidante totale delsangue : il d-ROMs test che effettua l’analisi dello stress ossidativo.

PERCHÈ È IMPORTANTE DIFENDERSI DAI RADICALI LIBERI?

Da tutto quanto esposto è evidente l’infinita importanza di difendersi dai radicali liberi e l’importanza di una dieta e antiossidante, ricca di frutta e verdura cruda e fresca, povera di grassi saturi e di grassi idrogenati, fonti molto ricche di radicali liberi.

Essenziali anche gli integratori antiossidanti!
Per mantenersi in forma, ogni persona dovrebbe introdurre una quantità di antiossidanti pari a 5000 unità al giorno.
E’ essenziale mangiare il più possibile crudo, la cottura riduce o distrugge il potere antiossidante.
Molti integratori anti radicali liberi purtroppo vengono distrutti dai potenti acidi dello stomaco essendo “nudi” ovvero non inglobati in altre sostanze che si assumono attraverso i cibi (come da uno studio sulla rivista inglese di medicina The Lancet che ha esaminato 170 mila persone sottoponendole a cure a base di antiossidanti assunti con supplementi o quello dell’Istituto Nazionale dei Tumori degli Stati Uniti che ha osservato la reazione che 30 mila volontari hanno avuto in seguito all’assunzione di prodotti antiossidanti).

E’ importante anzi importantissimo difendersi dai Radicali Liberi perché sono i veri killer delle strutture cellulari e considerati responsabili dell’aterosclerosi, nonché di tutte le malattie degenerative, del’linvecchiamento e, anche del cancro. Studi sulle cellule tumorali hanno mostrato come probabilmente a causa dell’enzima telomerasi, queste cellule stesse divengano “immortali”, non essendo più soggette al processo di invecchiamento. Questo enzima evita la progressiva riduzione del telomero (la parte finale dei cromosomi), il quale porta all’accorciamento del cromosoma.

Alcuni scienziati dell’Università del Texas, guidati da J. W. Shay hanno agito sull’enzima telomerasi, riuscendo a ridurre la progressione dell’invecchiamento.
Ma per la genetica c’è quindi ancora molto da aspettare.

“L’uomo è programmato per vivere 180 anni, se non arriva a questa età le cause vanno ricercate nell’alimentazione non corretta, negli stili di vita inadeguati e negli ambientali che ne accelerano l’invecchiamento” Robert Gallo (scienziato americano co-scopritore del Virus HIV”.

Rallentare le lancette dell’orologio biologico è da sempre il sogno dell’uomo : essere adulto e sentirsi carico di energia, con un sonno profondo e ristoratore come quello di un bambino, una pelle luminosa e distesa, un ottimo tono muscolare e dell’umore. Questo semplice articolo ha lo scopo di fornire indicazioni utili per prolungare nel tempo le funzioni che caratterizzano l’età giovane, senza avere però la pretesa di sostituire le indicazioni del proprio medico.

L’invecchiamento precoce è causato solo per un terzo da fattori genetici e per ben due terzi da fattori esterni : quindi ognuno di noi è  causa per il 70% del proprio invecchiamento!

Una incredibile scoperta arriva dall’Università di Montpellier (Francia), dove un gruppo di ricercatori dell’Istituto di genomica funzionale, guidata da Jean-Marc Lemaitre, è riuscita a riprogrammare in vitro alcune cellule in età avanzata, ormai degradate e vicine alla fine, trasformandole in staminali pluripotenti indotte.
Per i loro esperimenti gli scienziati si sono serviti di cellule donate da uomini tra i 74 e i 101 anni e sono riusciti a restituire alle particelle più anziane quelle capacità di suddividersi e moltiplicarsi che sembrava persa. I nuovi elementi prodotti in laboratorio assomigliavano in tutto e per tutto alle cellule originarie ma non avevano traccia di invecchiamento! L’applicazione dei risultati avrà risultati molto lunghi (15 anni circa). Uno dei modi per combattere l’invecchiamento precoce è quello di ridurre il più possibile lo stress ossidativo.

Un gruppo di scienziati spagnoli ha elaborato un test capace di predire quanto vivremo : è un semplice esame del sangue (a pagamento) che misura la lunghezza dei telomeri, cioè le porzioni di DNA poste alla fine dei cromosomi che li proteggono da danni.

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I telomeri sono considerati indicatori della velocità di invecchiamento : più lunghi saranno i telomeri e più longevi saremo noi. L’esito del prelievo potrebbe rappresentare uno stimolo per inaugurare uno stile di vita sano che contribuirebbe ad aumentare l’attività della telomerasi, cioè l’enzima che ripara i telomeri.

Antiossidanti

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